Prima visita · Professioni sanitarie · 4 min
Fisiatra o fisioterapista: a chi rivolgersi?
Due figure diverse, spesso confuse. Capire chi fa cosa ti aiuta a scegliere il primo passo giusto quando hai dolore o una limitazione nel movimento.

Il fisiatra è un medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa; il fisioterapista è il professionista sanitario che valuta il movimento e tratta il problema con terapia manuale ed esercizio. Per molti disturbi muscolo-scheletrici si può partire direttamente dal fisioterapista; quando servono diagnosi medica, farmaci, infiltrazioni o certificazioni, il riferimento è il fisiatra.
Chi è il fisiatra?
Il fisiatra è un medico: dopo la laurea in Medicina e Chirurgia ha conseguito la specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa. Come medico formula la diagnosi medica, inquadra i casi più gravi e può prescrivere farmaci ed esami strumentali, eseguire infiltrazioni e rilasciare certificazioni.
Chi è il fisioterapista?
Il fisioterapista è un professionista sanitario laureato in Fisioterapia e iscritto all’Albo professionale. Il profilo stabilito dal D.M. 741/1994 lo descrive come la figura che si occupa di prevenzione, cura e riabilitazione delle disabilità motorie, operando in autonomia o in collaborazione con altre figure sanitarie.
In pratica il fisioterapista esegue una valutazione funzionale (come ti muovi, cosa provoca il dolore, quali strutture sono coinvolte) e imposta il trattamento: terapia manuale, tecniche specifiche come la Manipolazione Fasciale® o le manipolazioni vertebrali, esercizio terapeutico e gestione progressiva del carico.
Le differenze in sintesi
- Formazione: il fisiatra è un medico specialista; il fisioterapista è laureato in Fisioterapia.
- Diagnosi medica, farmaci, infiltrazioni ed esami: competenza del fisiatra.
- Valutazione funzionale e trattamento riabilitativo: il cuore del lavoro del fisioterapista.
- Terapia manuale ed esercizio terapeutico: svolti dal fisioterapista, seduta dopo seduta.
Quando rivolgersi direttamente al fisioterapista?
In molti disturbi muscolo-scheletrici, in assenza di segnali d’allarme, il fisioterapista è un primo riferimento appropriato. Per esempio:
- mal di schiena e sciatica senza deficit neurologici importanti;
- dolore e rigidità del collo, anche associati a cefalea;
- dolore alla mandibola, click, serramento o bruxismo (disturbi dell’ATM);
- tendinopatie e sovraccarichi di spalla, ginocchio, caviglia e piede;
- dolori e infortuni legati allo sport, dalla corsa al CrossFit;
- vertigini e instabilità, dopo un corretto inquadramento (riabilitazione vestibolare).
Durante la prima visita la valutazione serve anche a capire se il problema è di competenza fisioterapica. Quando emergono elementi che richiedono un inquadramento medico, la persona viene indirizzata al medico di famiglia, al fisiatra o allo specialista più adatto.
Fisiatra e fisioterapista: non sono alternative
Le due figure si completano. Il fisiatra formula la diagnosi medica e inquadra i casi più gravi; il fisioterapista lavora sul movimento, sul dolore e sul ritorno alle attività, seduta dopo seduta. Nel mio lavoro collaboro con diverse figure sanitarie, coinvolte quando il quadro clinico lo richiede: puoi conoscerle nella pagina del team.
Non sai da dove partire?
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Fonti
Dr. Luca Bertelli
Fisioterapista a Milano · Docente al Master dell’Università degli Studi di Perugia · Fondatore del Bertelli TMD Method™