Vertigini e instabilità · Rieducazione vestibolare · 3 min

Ho vertigini: può aiutarmi il fisioterapista?

Vertigine, instabilità e capogiro possono avere origini diverse. La valutazione serve a capire quale sistema è coinvolto e quale percorso è più indicato.

Persona in equilibrio su una fune per rappresentare vertigini e sensazione di instabilità

Con la parola vertigini molte persone descrivono sensazioni diverse: ambiente che gira, instabilità, oscillazione, testa leggera o difficoltà nei movimenti rapidi della testa. Capire la natura del sintomo è il primo passo per scegliere il trattamento corretto.

Cosa sono le vertigini?

La vertigine propriamente detta è una falsa sensazione di movimento di sé o dell’ambiente. Nella pratica, però, i pazienti usano spesso la stessa parola anche per descrivere instabilità, disorientamento, nausea o difficoltà nel mantenere l’equilibrio.

Questi sintomi possono dipendere dal sistema vestibolare dell’orecchio interno, ma l’equilibrio nasce dall’integrazione tra informazioni vestibolari, visive e propriocettive. Per questo la valutazione deve considerare il quadro nel suo insieme.

Cosa valuto in caso di vertigini o instabilità?

Il primo obiettivo è capire se il problema è di competenza fisioterapica e quali sistemi sembrano maggiormente coinvolti.

  • sistema vestibolare;
  • equilibrio e controllo del movimento;
  • rachide cervicale;
  • distretto cranio-cervico-mandibolare e ATM quando indicato;
  • relazione tra sintomi e movimenti di occhi, testa e corpo.

Quando il quadro richiede un approfondimento diverso, il percorso può essere integrato con la valutazione di otorinolaringoiatra, neurologo o altri specialisti.

Come tratto le vertigini?

Il trattamento dipende da ciò che emerge dalla valutazione. Nei pazienti in cui sono presenti componenti muscoloscheletriche associate possono essere integrate Manipolazione Fasciale®, terapia manuale cervicale e, quando indicate, mobilizzazioni o manipolazioni vertebrali.

Quando il quadro comprende anche dolore mandibolare, serramento, bruxismo, cefalea o alterazioni dell’ATM, considero anche il sistema cranio-cervico-mandibolare. Non significa attribuire automaticamente la vertigine alla mandibola, ma valutare un distretto che in alcuni pazienti può contribuire al quadro complessivo.

Che cos’è la rieducazione vestibolare?

Quando è presente una componente vestibolare può essere indicata la rieducazione vestibolare: un programma personalizzato di esercizi, spesso da proseguire anche a casa, costruito sui sintomi e sulle difficoltà della persona.

Gli esercizi possono lavorare su:

  • stabilizzazione dello sguardo;
  • movimenti coordinati di occhi e testa;
  • equilibrio;
  • adattamento ai movimenti che provocano sintomi;
  • controllo posturale e sicurezza durante il movimento.

L’obiettivo è aiutare il sistema nervoso a riorganizzare e utilizzare meglio le informazioni vestibolari, visive e propriocettive, riducendo progressivamente instabilità e difficoltà durante le attività quotidiane.

Un trattamento diverso per ogni causa

Non esiste quindi un unico “esercizio per le vertigini”. In alcuni pazienti è predominante la componente vestibolare, in altri il distretto cervicale può avere un ruolo importante, mentre in altri ancora è necessario considerare più sistemi contemporaneamente.

Per questo utilizzo un approccio integrato che può comprendere rieducazione vestibolare, Manipolazione Fasciale®, trattamento cervicale, manipolazioni vertebrali quando indicate e valutazione dell’ATM.

Hai vertigini o sensazione di instabilità?

Una valutazione permette di capire quali sistemi possono contribuire ai sintomi, quale percorso è più indicato e se è necessario un approfondimento medico specialistico.


Dr. Luca Bertelli
Fisioterapista · Rieducazione Vestibolare · Milano
Founder of Bertelli TMD Method™