Piede · Fascite plantare · Running · 3 min

Dolore sotto il piede: è fascite plantare? Cosa fare e come tornare a correre

Il dolore al tallone o sotto la pianta del piede è frequente, soprattutto in chi corre o passa molte ore in piedi. La fascite plantare è una delle cause più comuni, ma non è l’unica e va sempre inquadrata clinicamente.

La fasciopatia plantare interessa circa il 4–10% della popolazione generale. Negli sportivi la prevalenza stimata sale fino al 5–18%; tra i runner è una delle problematiche più frequenti del piede, con una prevalenza riportata intorno all’8% nelle revisioni sulle lesioni da corsa.

Infografica sulla prevalenza della fascite plantare nella popolazione generale, negli sportivi e nei runner
Prevalenza della fascite plantare nella popolazione generale, negli sportivi e nei runner.

Fascite plantare o fasciopatia plantare?

Il termine “fascite” è quello più usato, ma non sempre descrive bene il problema. In molti casi si parla più correttamente di fasciopatia plantare: il tessuto può mostrare alterazioni legate al carico e alla capacità della fascia di tollerarlo, senza che ci sia necessariamente una semplice infiammazione acuta.

Il sintomo tipico è dolore nella zona del tallone o lungo la fascia plantare, spesso più intenso ai primi passi del mattino o dopo un periodo di riposo. La diagnosi è soprattutto clinica; ecografia o risonanza vengono utilizzate quando servono per chiarire il quadro o escludere altre cause.

Perché è frequente nei runner?

Corsa, salti e sport che richiedono molti appoggi sottopongono il piede a carichi ripetuti. Il problema non è però semplicemente “usare troppo il piede”: contano capacità del tessuto, volume e intensità dell’attività, recupero, forza del piede e della caviglia, caratteristiche individuali e gestione dei carichi.

Per questo fermarsi completamente non è in genere l’obiettivo. Più spesso si modifica temporaneamente ciò che irrita il sintomo e si costruisce una progressione che permetta al piede di tornare a tollerare cammino, corsa e sport.

Come si tratta?

Le linee guida più recenti indicano un approccio multimodale. In fisioterapia possono essere utilizzati, quando indicati, terapia manuale dei tessuti e delle articolazioni, stretching specifico, esercizio terapeutico e lavoro di forza per piede e caviglia, insieme alla gestione progressiva del carico.

Gli esercizi sono una parte importante del percorso, ma devono essere scelti e dosati in base alla persona. Per questo qui non propongo una sequenza standard uguale per tutti: la progressione dipende da sintomi, attività svolta e capacità del piede di tollerare il carico.

E i plantari?

Quando è opportuno, collaboro con un podologo per la valutazione e la realizzazione di plantari su misura. Il plantare può rappresentare un supporto molto utile, soprattutto quando viene integrato con trattamento manuale, esercizio terapeutico e progressiva gestione del carico, all’interno di un percorso costruito sulle caratteristiche e sulle esigenze della persona. Scopri la collaborazione con il Dott. Francesco Bergamini.

Quando si può tornare a correre?

Non esiste una data uguale per tutti. Il ritorno alla corsa viene costruito in base alla risposta ai carichi, alla riduzione del dolore e alla capacità di tollerare esercizi e attività quotidiane. L’obiettivo non è aspettare immobili che il sintomo scompaia, ma recuperare gradualmente funzione e tolleranza senza aumentare il problema.

Dolore al tallone o sotto la pianta del piede?

Una valutazione permette di capire se il quadro è compatibile con una fasciopatia plantare, quali carichi stanno contribuendo ai sintomi e come impostare un percorso di riabilitazione muscolo-scheletrica e, quando necessario, di ritorno graduale allo sport.

Fonti essenziali


Dr. Luca Bertelli
Fisioterapista · Riabilitazione muscolo-scheletrica e sportiva · Milano
Founder of Bertelli TMD Method™